La Chiesa di Santa Maria dell’Olmo fu edificata nel XVI secolo per ospitare un’edicola in stile gotico, ancora oggi presente al suo interno. La tradizione racconta che nelle vicinanze della chiesa sorgeva un maestoso olmo, da cui l’edificio prese il nome. L’edicola votiva si trovava in corrispondenza di un trivio, punto nevralgico della viabilità locale, da cui era possibile salire al castello di Moresco, proseguire verso la città di Monterubbiano, raggiungere la costa o recarsi lungo le sponde del fiume Aso. Il tempio, ampliato nel 1521 e dotato di sacerdote titolare a partire dal 1545, presenta un prospetto scandito da lesene e contrafforti addossati alle fiancate, accompagnato da un protiro sorretto da pilastri in laterizio. La facciata, articolata da quattro alte lesene, ospita un oculo centrale e due finestrelle quadrangolari laterali. Al suo interno, la navata unica è coperta da un’orditura di capriate lignee a vista; a metà navata si conserva una pregevole edicola votiva affrescata da Vincenzo Pagani (ca. 1540), che raffigura il Cristo crocifisso tra la Vergine e i santi Maddalena, Giovanni e Pietro, su uno sfondo di paesaggio costiero di rilevanza storica.
Madonna in Gloria, Angeli e Santi
Nella Chiesa di Santa Maria dell’Olmo, l’altare maggiore ospitava la Madonna in Gloria con Angeli e Santi, una tavola lignea realizzata da Vincenzo Pagani e oggi conservata presso il Palazzo Comunale. L’opera raffigura la Madonna in Gloria con il Bambino e i santi protettori della città – Lorenzo, Rocco, Sofia e Nicola – sullo sfondo di una probabile veduta idealizzata della cittadina.
